Il teatrino delle menzogne
Il gesto di uno sconsiderato che lancia un oggetto in faccia a un’altra persona è da condannare fermamente, che si chiami Silvio Berlusconi o meno non c’erano bisogno di 48 ore di editoriali, tg e trasmissioni politiche per farcelo notare. E’ anche vero però che questo gesto è figlio del clima insopportabile di soprusi che il presidente del consiglio in primis ha instaurato e che a ruota è stato adottato da ogni parlamentare che si rispetti (o meno). Dalle piazze chiuse piene solo di orde di sostenitori di fan del partito e mai di cittadini in disaccordo, alle repressioni violente della polizia e della digos che allontanano qualunque cittadino voglia esprimere il suo disaccordo in faccia al politico. Questo senso di impotenza che hanno creato nei cittadini sta per esplodere e le prime avvisaglie sono cominciate da un pezzo.
L’unica cosa che mi dispiace è che a farlo sia stato uno psicolabile e non ad esempio un operaio che ha perso il lavoro, o uno studente che con la nuova riforma non può più pagarsi la retta universitaria.. o ancora chi a causa del processo breve vedrà magari l’assassino di un suo familiare a spasso perchè il reato prescritto a causa dell’impossibilità di andare a giudizio entro i 2 anni previsti dalla legge. Se a compiere il gesto fosse stato uno di questi soggetti il significato sarebbe stato emblematico di una rivolta popolare.
Oggi invece assistiamo a un barbaro tentativo di infangare le persone che erano in piazza del duomo a milano a manifestare il proprio dissenso e lo sdegno nei confronti della punta di diamante della nostra politica. Questo è inaccettabile. Mi fa schifo sentire gli editoriali di minzolini attaccare Di Pietro e indicarlo come il mandante;mi fa schifo sgarbi che da la colpa a Piero Ricca e si approfitta delle sue comparsate televisive per buttare fango a chi come dialettica e onestà se lo mangia a colazione con i biscotti; mi fa schifo cicchitto che a Montecitorio si permette di dare la colpa a Travaglio, Di Pietro, Santoro e chiunque si adoperi per fare gli interessi dei cittadini e non quelli dell’asse politico-economico che ha in mano il paese.
E poi la ciliegina sulla torta c’è maroni, un coglione che è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale mordendo la caviglia di un poliziotto, che ora vuole bloccare la (poca) libertà dei cittadini istituendo nuove regole per i social network e internet in modo da oscurare e censurare chi è contro mr.B o il suo partito. Signori la rivoluzione è cominciata la mandria sta cominciando a galoppare e non si arresterà più.
La politica dei criminali sta cominciando il camminio del tramonto siete destinati all’estinzione.

Il mandante dellle stragi
Chi ha fatto il nome? Pietro Romeo, ex soldato dei boss Filippo e Giuseppe Graviano, dopo la condanna per la strage di Via Georgofili a Firenze ha scelto di collaborare con la giustizia. Da quando collabora con la giustizia Rome ha fatto catturare latianti e scoprire depositi di esplosivi.
Pietro Romeo interrogato il 30 settembre scorso,disse ai pm di Firenze Crini e Nicolosi che Berlusconi fu il mandante delle stragi di Roma, Firenze e Milano del ‘93. Confermando quanto dichiarato da Gaspare Spatuzza.
Pm chiede a Romeo: “Spatuzza vi ha fatto il nome di Berlusconi, cioè qual è il motivo, il movente suo per fare questi attentati? Ne avete parlato? Giuliano (altro componente del commando stragista ndr) glielo ha detto?” .
Romeo conferma e risponde: “Ricordo che Spatuzza rispose a Giuliano che il politico che diceva a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe era Berlusconi. Non si trattava di una battuta. Stavamo parlando di armi in quel momento e di altri argomenti seri. Giuliano chiese se il politico dietro alle stragi fosse Andreotti o Berlusconi e Spatuzza rispose Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo esecutori. Giuseppe Graviano aveva fatto questi discorsi, che si doveva fare attentati con bombe, perché lo aveva detto un politico di farle. Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico. Gaspare Spatuzza mi disse che era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti“.
Tratto da Danielemartinelli.it
Il ritratto di un uomo senza scrupoli, uno che ha stretto un patto con la miafia, gli ordinava stragi e distruzioni di beni storico artistico che sono sopravissuti per secoli cose che neanche il Duce ha mai pensato.. se esiste il male, il vero male quello si è incarnato in quest’uomo dall’apparenza fuorviante.

Siamo tutti ricattati

Fino a quando una persona può sottostare ad un ricatto? Quel’è il limite oltre il quale ci si alza e si urla: BASTA! In base alla nuova legge sulle prescrizioni migliaia di processi saranno a rischio e non sarà possibile arrivare a giudizio, questo non per volere dei giudici ma per l’enorme quantità di processi in italia.
Così facendo per salvarsi il culo Mr.B annullerà ad esempio i processi dei Crack Parmalat e Cirio e tanti saluti a chi si è visto sparire i risparmi di una vita; verrà annullato ad esempio il processo della clinica degli orrori Santa Rita, e chi si è visto tagliuzzare un polmone solo perchè il chirurgo doveva gonfiare le parcelle cazzi suoi respira con uno.
Questo è il ricatto messo in atto: non avete votato il lodo alfano? Bene e io vi tolgo la possibilità di avere giustizia e rendo inutile il lavoro di anni e anni di indagini.
Se siete una delle vittime dei processi che non saranno terminati entro 2 anni, non vi sentite ribollire il sangue? Non avete l’istinto di farvi giustizia da voi? Non avete voglia di alzarvi da quel cazzo di divano, spegnere la De filippi e urlare: ADESSO BASTA!
La morte di Stefano Cucchi, ancora omertà al regina coeli.

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha provato ad entrare ieri pomeriggio nel carcere dove il fratello era uscito in condizioni orribili per essere ricoverato al Pertini dove poi è deceduto, la risposta dei funzionari del penitenziario è stata irremovibile: “Lei non può entrare, è parte in causa”.
Ilaria era accompagnata dal senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica (anche in questa occasione si vede qual’è l’unico partito composto da persone oneste e compassionevoli a differenza di tutti gli altri) che sabato scorso era rimasto per qualche ora all’interno del penitenziario. Niente da fare:”il senatore può entrare, lei no”. Perfetta fotografia della situazione burocratica, omertosa, inumana della società italiana di oggi. Neanche di fronte a un quasi certo delitto, ad opera di aguzzini ben divisi tra componenti dei carabinieri e polizia penitenziaria, con l’aiuto di medici e infermiere/i dell’ Asl Roma B Pertini.
Ilaria ha ribadito: “Dai referti medici risulta che Stefano aveva detto di essere caduto alle 23 del 15 ottobre (il giorno dell’arresto, ndr), ma non è andata così. A quell’ora mio fratello era ancora a casa: i carabinieri l’hanno fermato alle 23.30. Verso l’1.30, Stefano è rientrato con cinque carabinieri, tre in borghese e due in divisa, che dovevano fare un’ispezione. Lui stava benissimo, e i carabinieri non hanno trovato nulla”. Nessun segno sul volto del fratello, apparente tranquillità tra i militari. “Mentre lo portavano via, ci hanno detto che il giorno dopo Stefano sarebbe tornato a casa, perché gli avrebbero concesso gli arresti domiciliari” racconta Ilaria, che aggiunge: “So per certo che Stefano, al momento dell’arresto, aveva chiesto di contattare l’avvocato Maranella, ma gli è stato negato. Questa è una grave violazione del diritto”. E un altro punto oscuro di una vicenda piena di buchi e contraddizioni.
“Cerco risposte, ho diritto ad averle”. Il direttore sanitario dell’Asl Roma B, Antonio D’Urso, ha emesso una nota a difesa del Pertini, l’ospedale dove Stefano è morto: “Durante il ricovero i medici dell’ospedale hanno curato con attenzione e professionalità Cucchi, evidenziandone al contempo un atteggiamento scarsamente collaborativo verso le cure”. Ilaria esplode: “Io rispondo che sulla morte di mio fratello c’è una grande responsabilità della struttura medica: non si può morire disidratati in un ospedale”. Domani pomeriggio la donna sarà ascoltata dal pm Vincenzo Barba.
Via antefatto.it
Ancora l’ostinazione e un odore acre di coda di paglia che brucia, la volontà ferrea di coprire qualcuno anche rovesciando sale sulla ferita di una famiglia che ha perso un figlio, un fratello senza un motivo. Questo non è un film, questa è la realtà! Guardate la foto all’inizio della pagina potrebbe succedere a vostro figlio, a vostro fratello o sorella, potrebbero ucciderlo oggi e rimanere impuniti coperti da forze dell’ordine, istituzioni e anche da chi giura di salvare vite umane. Potreste venirlo a sapere da un ordinanza che autorizza l’autopsia quando è già morto, senza che nessuno vi abbia avvisati. Rimbalazati per settimane senza poterlo vedere all’ospedale per chissà quale fantomatico permesso e poi sentirvi dire che è caduto dalle scale! Un corpo tumefatto in viso, un occhio rientrato, vertebre rotte e segni su tutto il corpo. Pazzesco!
Non siete preoccupati del girone dell’Inferno dove siamo finiti? E’ un incubo, il peggiore che potessimo mai avere l’omicidio di stato.
Ecco ora è il momento della Vendetta.
Fra pochi giorni è il 5 novembre, qualcuno di voi conosce la storia della congiura delle polveri?
E’ arrivato il momento di fare qualcosa tutti insieme è ora di riprendersi l’Italia in mano a delinquenti vestiti bene.
Il Bugiardo, 2 volte bugiardo… probabilmente anche 3.
Riporto questo articolo da il fatto quotidiano:
Due volte bugiardo, Clemente Mastella. La prima volta, quando finge di essere il suo avvocato, Titta Madia, al cronista de ‘Il Fatto’ che cercava il legale per alcuni ragguagli e compone per sbaglio il numero dell’ex ministro. La seconda volta, quando in conferenza stampa a Napoli insinua che la bufera giudiziaria gli era stata preannunciata il giorno prima da quella telefonata. “Desidero ringraziare il giornalista de ‘Il Fatto’, così ho saputo le notizie un giorno prima”. Il nostro cronista non ha rivelato nulla in anteprima e nulla peraltro aveva da rivelare: chiedeva solo informazioni sull’udienza preliminare in corso davanti al Gup di Napoli, relativa al primo troncone dell’inchiesta sull’Udeur: quella mattina se n’era svolta una, l’ultima è in calendario lunedì prossimo. Il nostro cronista voleva conferma dello stralcio della posizione di Mastella e il giorno dop o infatti è uscito un articolo su questa notizia. Tutto qui. Il resto sono solo fandonie, e il file audio della conversazione lo dimostra. (ascolta l’audio-video in basso)
Peccato non essere più nel medioevo vero clemente? Maledetti computer che non si fanno mai i fatti loro!
Purtroppo nell’ era digitale vieni sbugiardato dopo poche ore e se hai sparato menzogne, come in questo caso, lo scoprono tutti. Non sono un giudice ma posso dire con abbastanza sicurezza che probabilmente tutto ciò di cui sei accusato con tutta la famiglia (“i mastella’s”) corrisponde a verità.
Ciancimino, i ROS lo tengono sotto sorveglianza
L’ansa di oggi riporta questa notizia:
Mafia: Ciancimino, ancora episodi inquietanti
PALERMO – “Non so se mi va più di continuare. Sono molto stanco. Anche per questo, oggi, sono qui davanti ai magistrati”. L’ha detto Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo condannato per mafia, Vito, prima del nuovo interrogatorio che sta rendendo davanti ai pm di Palermo e Caltanissetta.
A giustificazione del suo sfogo Ciancimino, che sta raccontando ai magistrati della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia, ha raccontato un episodio che ha definito “preoccupante”. “Ieri sera – ha detto – alla vigilia delle importanti dichiarazioni che dovrò rendere sui carabinieri del Ros, la mia scorta, mentre mi riaccompagnava nella mia casa di Bologna, insospettita dalla presenza di due persone, davanti al palazzo, ha deciso di fare un controllo. Si trattava di due carabinieri del Ros, armati, che hanno dichiarato di essere lì per indagini”. “La scorta – ha proseguito – li ha identificati e ha fatto una relazione di servizio che ha trasmesso alle procure di Palermo e Caltanissetta”. Ciancimino nel raccontare della trattativa ha parlato del ruolo svolto dagli ufficiali del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno, intermediari – a suo dire – tra le istituzioni e Don Vito Ciancimino che agiva per conto dei corleonesi, nella cosiddetta trattativa.
Ai giornalisti che gli chiedevano commenti sulle dichiarazioni dell’ex presidente dell’Antimafia Luciano Violante che ha definito il papello consegnato da Ciancimino ai magistrati una “bufala”, il figlio dell’ex sindaco ha risposto: “non voglio entrare nel merito, i magistrati sanno valutare. Certo è singolare che c’é gente che ritrova la memoria dopo 17 anni”. Il dichiarante si riferisce al fatto che Violante, solo quest’anno, ha ricordato che Vito Ciancimino gli chiese un incontro, nel ‘92, attraverso l’allora colonnello del Ros Mario Mori.
Bene, se ci fossero ancora dubbi sul coinvolgimento e la volontà di far tacere Ciancimino da parte dei ROS l’accaduto fuga ogni dubbio. Una nazione che ha nei suoi reparti speciali e servizi segreti persone preposte a intimidire e a controllare che certi accordi oscuri non escano fuori. O almeno non escano MAI fuori i nomi dei politici coinvolti.
Inutile dire che non si tratta di una coincidenza, sono lì per lui, per tenerlo d’occhio perchè ha parlato. ROS al pari dei picciotti di cosa nostra: siamo all’assurdo più totale.
Nonostante sia stato provato e ammesso dagli stessi soggetti, gli ex ufficiali del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno, che trattarono con la mafia il ROS oggi non solo non parla, ma persegue chi lo fa. Il “papello” cioè il documento che testimonia la trattativa tra stato e mafia all’epoca delle stragi di Falcone e Borsellino, potrebbe essere la chiave di volta per sapere finalmente e in maniera ufficiale chi erano i politici coinvolti. Si parla di nomi che sono tutt’oggi presenti nelle nostre istituzioni.
Ora a parte i vari berlusconi, amato, scotti ecc.. quello che più mi fa pensar male (e spesso ci si azzecca) è luciano violante che, riferendosi al papello, parla già di falso senza sapere nei dettagli cosa esso contiene. Detto da uno che dopo aver negato fino all’impossibile di essere mai stato a conoscenza di qualunque trattativa, si ricorda improvvisamente dopo 17 anni che Vito Ciancimino gli chiese un incontro tramite l’allora colonnello dei Ros mario mori.
Violante, al pari di Andreotti, è sempre stato un personaggio subdolo e ambiguo e i più lo ricorderanno per la sua ammissione in parlamento del patto con berlusconi.
Violante che nascondi qualcosa lo sanno tutti, siamo curiosi di sapere fino a dove ti sei spinto.
Pecorella abuso di potere contro 2 cittadini
Scandaloso quello che è successo a due ragazzi onesti e incensurati arrestati dai carabinieri e dal pm che ha disposto il sequestro della loro videocamera perchè hanno OSATO fare delle domande all’avvocato Pecorella.
Qui il video della deuncia.
La giustizia funziona per i potenti, ed è fulminea.
Onesti cittadini trattati come criminali e prelevati di casa alle 6 del mattino per un reato che non esiste. Signori rendetevi conto della gravità della notizia: non siamo più liberi di fare domande scomode ad un politico, non è più possibile chiedere la verità visto che i media domande non ne fanno.
Il reato constestato ai due ragazzi è violazione della privacy.. ci rendiamo conto? E dovranno affrontare un processo, pagare un avvocato e chissà se troveranno un giudice che andrà contro un politico che abusa del suo potere per intimidire.. uno di quei fantomatici giudici rossi come direbbe il famoso cliente della d’addario e i suoi fedeli servi.
Leggete e diffondete, ormai bisogna reagire nei confronti di questi schifosi, che ci rubano metà dello stipendio dalla busta paga e si prendono le tasse per non fare nulla ma fare gli sceicchi ok, ci siamo abituati da quando esiste la repubblica, ma che si permettano di mettere il bavaglio ai cittadini e impedirgli di fare domande NO.. QUESTO NON E’ TOLLERABILE!!!
ALZARE LA TESTA E’ LA PAROLA D’ORDINE.. ITALIANIIIIIIII!!
Mastella e lo stipendio troppo basso.. l’europarlamento degli indegni.

“Una diaria di 290 euro! ‘Sta miseria. Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano. Si prende meno che in Italia”. Lo urla in ascensore, sventolando furioso le carte che via via gli porgono i suoi assistenti. Studia i chilometraggi. Chiede a Cristiana Muscardini, storica eurodeputata di An, ora nel Pdl assieme all’ex ministro di Prodi, come funzionino le firme-presenze per essere pagati.
Tratto da repubblica Marco Marozzi – 15 Luglio 2009
Queste le parole del “vostro” europarlamentare clemente mastella che dopo aver scampato un processo, e probabilmente qualche anno di carcere per la sua associazione a delinquere a conduzione familiare (la moglie era indagata e ai domiciliari per concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso ed il tentativo di concussione ai danni del presidente della Regione Antonio Bassolino.. il che è tutto dire).
L’ex ministro della giustizia del PD, trattengo le risate a stento, si è rifugiato nel PDL ed è stato eletto eurodeputato. In questa italia sempre più vergognosa, riusciamo a riciclare anche questa feccia. Ma ecco in dettaglio di cosa si lamenta il disonorevole, passate parola, fatelo leggere ai vostri familiari, amici, e chi più ne ha più ne metta.. chiunque prende meno di 1500 euro al mese avrà da ridire e incazzarsi di fronte a questo schifoso parassita degno di stare nel nostro sistema politico.
“Per albergo e vitto la Ue paga ai deputati 295 euro al giorno. Più una correzione legata alla durata del viaggio e alla distanza fra casa e aeroporto (tre euro al chilometro).
Da quest’anno tutti i deputati guadagnano uguale: 7.666,31 lordi al mese, indicizzati sull’inflazione. Al netto, sono 5.700 euro. Con pensione dopo cinque anni, finito il mandato.
Nel conto, poi, ci sono 4.402 euro al mese per spese generali: vere o no, non si deve dimostrare nulla. Solo essere presenti in aula almeno sette volte all’anno. Altri 17.570 euro mensili, invece, sono per l’indennità di segreteria: stipendi e spese degli assistenti scelti dal deputato. Finora anche questa cifra era intascata senza ricevute, magari per collaboratori condivisi fra deputati.
I biglietti aerei per la prima volta non sono rimborsati a forfait: i rimborsi di business class per biglietti low cost o per viaggi di gruppo in auto erano prassi diffusa. Così ora è obbligatoria la ricevuta. Idem per la benzina: 0,49 euro al km. Infine, 4.148 euro sono destinati a viaggi fuori dai rispettivi Stati e 149 euro al giorno, hotel escluso, per missioni extra-Ue. Finisce così l’escamotage di incassare 1.500 euro in nero a settimana per i viaggi aerei che i deputati compiono per le tre settimane mensili di sedute a Bruxelles o Strasburgo. Alcuni, peraltro, si facevano vedere all’Europarlamento anche la quarta settimana, quella destinata al collegio di casa. Altri 1.500 euro.”
E con tutti i soldi che prende ha la faccia da culo di lamentarsi. In italia la giustizia non esiste, ma mi sembra che anche in europa manchi ultimamente.
SCIOPERO DEI BLOG
Anche io come altri blog aderisco allo sciopero in risposta al DDL Alfano che mina la libertà di informazione sui giornali e su internet. Una legge vergognosa che il capo dello stato firmerà visto che i suoi interessi ormai sono tutt’uno con i marci dei partiti.
Aderisco alla giornata di silenzio per la libertà di informazione online.

