Guerra fra procure? Niente di più falso

Consiglio Superiore della Magistratura - Aula Bachelet - Roma, 21 febbraio 2008 (Fotografia © Daniele Scudieri)
Da quant’è che sentite ripetere questa frottola che tutti i giornali e tutte le TV vi stanno raccontando? La sentite la puzza di bruciato? Sentite che qualcosa di falso e di putrido è nell’aria vero? E infatti stanno omettendo e nascondendo come di consueto la realtà di quello che sta accadendo.
Allora vi spiego di cosa si tratta in breve: la procura di Salerno stava indagando da più di un anno la procura di Catanzaro in quanto Salerno controlla Catanzaro se i magistrati e i giudici di quella procura sbagliano o peggio… e qui mi fermo. Fin qui vi è chiaro? Salerno ha il diritto e il dovere di INDAGARE su Catanzaro.. e non viceversa. Appurato questo siete venuti a conoscenza di una cosa che ancora nessun giornalista ha detto pubblicamente, mi sembra una cosa gravissima.
Quello che è accaduto, e che ben pochi sanno, è che Salerno ha prima indagato su De magistris, visto che il suo ex capo Mariano Lombardi e altri magistrati di Catanzaro lo hanno accusato delle peggiori nefandezze, scoprendo che era innocente (ma va????) non solo; si afferma che Luigi De magistris ha fatto il suo lavoro e lo stava facendo perfettamente e le sue inchieste gli sono state tolte per volontà degli stessi indagati: affermazione che fa pensare vero? Immaginate che Olindo e Rosa facciano togliere l’inchiesta al pm che li indaga perchè ha scoperto che hanno ucciso una bambino e la madre e si guistificano urlando al complotto e con la solidarietà della politica trasversale.
De magistris a sua volta aveva fatto delle accuse sempre di fronte ai magistrati di Salerno accusando il suo capo e altri ex colleghi di Catanzaro di aver creato loro la fuga di notizie e aver passato informazioni riservate alla stampa, facendolo così sollevare dall’incarico. Salerno, che è una procura di gente onesta (almeno in questo caso) ha il DIRITTO e il DOVERE di indagare, ha cominciato le indagini e ha scoperto dopo un anno che l’ex capo di De Magistris e gli altri magistrati erano legati mani e piedi con politici, mafiosi, imprenditori, giornalisti ecc.. con cui si scambiavano favori a tutto andare. Occhio, non cominciamo a fare distinzioni eh? Politici di centro destra e centro sinistra, ormai è palese che in tv se ne dicono di tutti i colori ma quando c’è da fare affari si amano alla follia.
Ma non solo tutti i giornali stanno tacciando la questione come guerra fra procure e il capo dello stato di fatto sta insabbiando tutto pure lui, se consciamente o meno non mi è dato saperlo visto che non si capisce quando dorme e quando è sveglio, e il CSM invece di punire chi stava palesemente sbagliando ha trasferito sia il capo della procura di Salerno Luigi Apicella che il capo di quella di Catanzaro Enzo Iannelli più altri magistrati: insomma per il CSM indipendentemente da chi ha ragione e chi ha torto sono sullo stesso piano, via tutti, incompatibili.
Incompatibili? Incompatibili???? Cioè una procura scopre che un’altra fa affari sporchi con mafiosi, politici, imprenditori, giornalisti, ti da le prove di questa ragnatela di favori che comprendevano assunzioni, crezione di finte società per far sparire i miliardi di euro della comunità europea e tu trasferisci tutti? Ma che razza di persone sono al CSM? Ma è gente che ha studiato legge o ha studiato come il gatto nasconde la merda nella sabbia? Non sarà per caso il fatto che il VICE PRESIDENTE del CSM Mancino aveva rapporti con Saladino, il perno su cui ruota tutta l’inchiesta Why not? Io ho un fortissimo dubbio.
E questa dovrebbe essere la massima espressione di giustizia in italia? Sono una barzelletta.
E Napolitano li aiuta a scavare invece di fare il presidente e dire quello che è successo e prenderne i dovuti trasferimenti ma vabbè abbiamo già appurato che non lo farà mai.
Volete sapere cosa avrebbero dovuto fare? Se lo chiedi a un bambino di 3 anni ti saprebbe rispondere: i cattivi vanno in prigione. Direi che il bambino di 3 anni può fare il presidente della repubblica, o essere membro del CSM, ne ha più diritto di quelli che lo compongono attualmente.
Prendi i magistrati colpevoli, li ingabbi!
Prendi de magistris, lo rimetti a capo delle 3 inchieste, si fa il processo, ingabbi tutti gli altri colpevoli chiunque essi siano soprattutto i politici visto che bisogna dare un avviso a tutti quanti: chi sbaglia PAGA.
Ma tutto questo non basta. Se c’è qualche giornalista che ha seguito tutta la storia e la vuole raccontare lo sbattono fuori. E’ accaduto a Carlo Vulpio il giornalista del corriere della sera che stava facendo un ottimo lavoro e seguiva l’inchiesta Toghe lucane, che dopo aver pubblicato un articolo ha ricevuto una chiamata dal suo direttore Paolo Mieli, vi riporto quello che gli è accaduto scritto da lui stesso sul suo sito:
Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io.
E’ stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori.
http://www.carlovulpio.it/Lists/Roba%20Nostra/DispForm.aspx?ID=12
Come sempre, non solo durante questa inchiesta, ma perché questo è il mio modo di lavorare, avevo “fatto i nomi”. E cioè, non avevo omesso di scrivere i nomi di chi compariva negli atti giudiziari (il decreto di perquisizione dei magistrati di Salerno, che trovate su questo blog in versione integrale) non più coperti da segreto istruttorio. Tutto qui. Nomi noti, per lo più. Accompagnati però da qualche “new entry”: per esempio, Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, Mario Delli Priscoli, procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Luerti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati.
Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico.
Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito.
Con una telefonata, il mio direttore, Paolo Mieli, ha dichiarato concluso il mio viaggio fra Catanzaro e Salerno, Potenza e San Marino, Roma e Lamezia Terme. Un viaggio cominciato il 27 febbraio 2007, quando scoppiò “Toghe Lucane” (la terza inchiesta di de Magistris, con “Poseidone” e “Why Not”). Un viaggio che mi fece subito capire che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più come prima all’interno della magistratura e in Italia.
Tanto è vero che successivamente ho avvertito la necessità di scrivere un libro (“Roba Nostra”, Il Saggiatore), che, dicevo mentre lo consegnavo alle stampe, “è un libro al futuro”. Una battuta anche questa, certo, perché come si fa a prevedere il futuro? In un libro, poi, che si occupa di incroci pericolosi tra politica, giustizia e affari sporchi… Ma si vede che negli ultimi tempi le battute mi riescono piuttosto bene, visto che anche questa, come quella sul “trasferimento” dei giornalisti, si è avverata.
Avevo detto – e lo racconto in “Roba Nostra” – che in Basilicata l’anno scorso è stato avviato un esperimento, che, se nessuno fosse intervenuto, sarebbe stato riprodotto da qualche altra parte in maniera più ampia e più disastrosa.
E’ accaduto che mentre la procura di Catanzaro (c’era ancora de Magistris) stava indagando su un bel numero di magistrati lucani, di Potenza e di Matera, la procura di Matera (gli indagati) si è messa a indagare sugli indagatori (de Magistris). Come? Surrettiziamente. E cioè? Si è inventato il reato di “associazione a delinquere finalizzato alla diffamazione a mezzo stampa” e ha messo sotto controllo i telefoni di cinque giornalisti (me compreso) e un ufficiale dei carabinieri (quello delegato da de Magistris per le indagini sui magistrati lucani). Così facendo, i magistrati indagati hanno potuto conoscere cosa si dicevano gli indagatori (de Magistris e l’ufficiale delegato a indagare).
Avvertivo: guardate che così va a finire male.
Chiedevo: caro Csm, caro Capo dello Stato, intervenite subito.
Niente. Nemmeno una parola, un singulto, un cenno. Nemmeno quando era chiaro a tutti che quei magistrati lucani, al di là di ogni altra considerazione, vedevano ormai compromessa la loro terzietà. Un magistrato – si dice sempre, e a ragione -, come la moglie di Cesare, deve non soltanto “essere”, ma anche “apparire” imparziale, terzo, non sospettabile di alcunché. Per i magistrati lucani, invece, non è così. Nonostante siano parti in causa, essi continuano a indagare sugli indagatori, chiedono e ottengono proroghe di indagini (siamo alla quarta) perché, dicono, il reato che si sono inventati, l’associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa, è complicatissimo. E rimangono al proprio posto nonostante le associazioni regionali degli avvocati ne chiedano il trasferimento, per consentire un funzionamento appena credibile della giustizia.
Niente. Si è lasciato incancrenire il problema ed ecco replicato l’esperimento a Catanzaro. La “guerra” fra procure non è altro che la riproduzione di quel corto circuito messo in atto da indagati che indagano sui loro indagatori, affinché, rovesciato il tavolo e saltate per aria le carte, non si sappia più chi ha torto e chi ha ragione perché, appunto, “c’è la guerra”. E dopo la “guerra”, ecco la “tregua” o, se preferite, “l’armistizio” (così, banalmente ma non meno consapevolmente, tutti i giornali, salvo rarissime eccezioni di singoli commentatori).
Guerra e tregua. E’ questo il titolo dell’ultima, penosa sceneggiata italiana su una vicenda, scrivo in “Roba Nostra”, che è la “nuova Tangentopoli” italiana. Quando, sei mesi fa, è uscito il libro, qualcuno mi ha chiesto se non esagerassi. Adesso, l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dichiara: “Ciò che sta accadendo oggi è peggio di Tangentopoli”. E Primo Greganti, uno che se ne intende, ammette anche lui, che “sì, oggi è peggio di Tangentopoli”.
Infine, una curiosità, o una coincidenza, o un suggerimento per una puntata al gioco del Lotto, fate voi.
Mi hanno rimosso dal servizio che stavo seguendo a Catanzaro il 3 dicembre 2008. Esattamente un anno prima, il 3 dicembre 2007, Letizia Vacca, membro del Csm, anticipava “urbi et orbi” la decisione che poi il Csm avrebbe preso su Clementina Forleo e Luigi de Magistris. “Sono due cattivi magistrati, due figure negative”, disse la Vacca. E Forleo e de Magistris sono stati trasferiti. Per me, più modestamente, è bastata una telefonata. Ma diceva più o meno la stessa cosa. Diceva che sono un cattivo giornalista.
Carlo Vulpio
Assurdo vero? E’ un’ ingiustizia siete d’accordo?
Ma il bello deve ancora venire perchè i magistrati indagati hanno proclamato alla stampa che sono stati perquisiti illagalmente e hanno gridato allo scandalo. Lo scandalo vero è che abbiano il coraggio di parlare (in quanto indagati dovrebbero starsene zitti visto che non hanno alcun diritto di aprire quella fogna) ma soprattutto parlano di perquisizione illegale quando Salerno era da un anno che chiedeva la documentazione prodotta da De magistris perchè ormai avevano capito come lo avevano incastrato e avevano il sospetto (fondatissimo) che le carte sarebberp state modificate o archiviate. Così dopo un anno sono passati ai fatti e hanno perquisito la procura di Catanzaro mandando la polizia giudiziaria, e questo fa parte del loro diritto anzi, DOVEVANO farlo.
Anche qui il giornalista Carlo Vulpio ci può spiegare nel dettaglio cosa è successo e qual’è la verità:
CATANZARO – Non era mai accaduto prima in Italia, che una procura della Repubblica fosse «circondata» come un fortino della malavita. Ieri è successo alla procura di Catanzaro, che per tutta la giornata e fino a tarda sera è stata letteralmente accerchiata da cento carabinieri e una ventina di poliziotti, tutti arrivati da Salerno. Con i carabinieri del Reparto operativo e i poliziotti della Digos, sono entrati in procura ben sette magistrati, tra i quali il procuratore di Salerno, Luigi Apicella, e i titolari dell’ inchiesta, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Hanno notificato avvisi di garanzia e perquisito case e uffici dei magistrati calabresi che hanno scippato le inchieste «Poseidone» e «Why Not» all’ ex pm Luigi de Magistris (ora giudice del Riesame a Napoli) e dei magistrati che queste inchieste hanno ereditato, «per smembrarle, disintegrarle e favorire alcuni indagati», scrivono i pm salernitani. Tra gli indagati «favoriti», l’ ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, il segretario nazionale Udc, Lorenzo Cesa, l’ ex governatore di Calabria, nonché ex procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, il generale della Guardia di Finanza, Walter Cretella Lombardo, l’ ex sottosegretario con delega al Cipe, Giuseppe Galati (Udc), Giancarlo Pittelli, deputato di Forza Italia, il ras della Compagnia delle Opere per il Sud Italia, Antonio Saladino. Ma questo è solo il troncone calabro. Gli stessi magistrati salernitani, infatti, stanno indagando anche in altre due direzioni. La prima riguarda uno stuolo di giudici lucani coinvolti nella «madre di tutte le inchieste» sul marcio nella magistratura (l’ inchiesta «Toghe Lucane», che de Magistris è riuscito a «chiudere» prima di essere frettolosamente trasferito). La seconda andrebbe diritta verso alcuni membri del Csm: per esempio, il vicepresidente Nicola Mancino e i presunti legami con Antonio Saladino, figura chiave di «Why Not», il procuratore generale della Corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli, andato in pensione qualche giorno fa, e il sostituto procuratore generale della Cassazione, nonché governatore (Ds) delle Marche per dieci anni, Vito D’ Ambrosio, che in Csm sostenne l’ accusa per far trasferire de Magistris. Ce n’ è anche per l’ Associazione nazionale magistrati e per il suo presidente, Simone Luerti. Molto amico di diversi indagati eccellenti quando faceva il magistrato in Calabria, Luerti non ha mai perso occasione di esternare contro de Magistris. Quando poi, qualche mese fa, si è scoperto che incontrava regolarmente Saladino e Mastella nella sede del ministero della Giustizia, mentre lui negava, Luerti s’ è dovuto dimettere dalla carica di presidente dell’ Anm. Nel decreto di perquisizione eseguito ieri, 1.700 pagine, i pm di Salerno accusano di concorso in corruzione in atti giudiziari – per aver tolto «illegalmente» a de Magistris «Why Not» e «Poseidone» – il procuratore di Catanzaro, Mariano Lombardi, il procuratore aggiunto, Salvatore Murone, il procuratore generale reggente, Dolcino Favi, il parlamentare Giancarlo Pittelli e «l’ uomo ovunque» Antonio Saladino. Ma accusano anche il sostituto procuratore generale Alfredo Garbati, il sostituto procuratore generale presso la Corte d’ Appello Domenico De Lorenzo e il pm Salvatore Curcio di aver preso in eredità quelle scottanti inchieste al solo scopo di farle a pezzi. Mentre il procuratore generale Vincenzo Iannelli e il presidente di Sezione del tribunale Bruno Arcuri si sarebbero dati da fare non solo «per archiviare illegalmente» la posizione di Mastella («la cui iscrizione tra gli indagati era invece doverosa»), ma anche «per calunniare de Magistris e disintegrarlo professionalmente». Poi, dicono i pm campani, Iannelli, per una causa che gli sta a cuore, fa intervenire Chiaravalloti su Patrizia Pasquin, giudice del tribunale di Vibo Valentia, che poi sarebbe stata arrestata. Così, da magistrato a magistrato, come da compare a compare.
Se non gli chiudono anche il sito dopo avergli tappato la bocca, troverete il decreto di perquisizione della procura di Salerno nei confronti dei magistrati di Catanzaro ed altri indagati, sono tipo 1700 pagine se avete voglia di vedere cosa c’è scritto, almeno saprete di cosa non vi stanno parlando.
Vi consiglio di stampare questo post e farlo leggere anche ad altri, linkarlo mandatelo via mail, fate quello che volete ma la verità più persone la sanno e meno vengono presi in giro da questa pseudo informazione.
Non sapete quasi nulla di quello che vi accade intorno.
Ho letto dal sito di Vulpio la sua storia, bravo che l’hai riportata fedelmente.
Comunque è uno schifo, sono sempre più disgustato da quello che sta succedendo.
Pino
December 16, 2008 at 1:50 pm